Rheginon, un percorso della memoria

Anno: 2019


“Rheginon”, una parola greca che significa “dei reggini”. Un’iscrizione che capeggiava su alcuni dei mattoni ritrovati negli scavi archeologici delle antiche mura greche della città di Reggio Calabria. Una città, questa, che come molte del sud Italia deve i suoi natali ai coloni che dalla Grecia, seguendo mitiche profezie, nel secolo VIII a.C. arrivarono sulle sponde italiche in cerca di segni divini che ne indicassero la nuova dimora. Rheginon è quasi un omaggio, un tributo a quel viaggio, a quello spirito avventuroso che li spinse oltre i confini della loro conoscenza del mondo. In questo lavoro abbiamo voluto ricostruire un itinerario, un percorso che fosse memoria e monito di ciò che Reggio Calabria è stata, che è e che potrebbe essere, riscoprendo antichi monumenti che giacciono dormienti tra le strade della città moderna. Un passato a cui il presente vive avvinghiato, certe volte senza curarsi della sua maestosità e della bellezza che infonde nelle sue vie. Un passato che dall’antica Magna Grecia arriva fino ai fasti della ricostruzione del primo ‘900 e che, quasi fosse un uroboro, parte con una fotografia all’interno dell’Odeion greco che racconta della sua stessa scoperta dopo il sisma del 1908.

Di seguito l'intero progetto, svolto a quattro mani col collega Antonio Marra: